Nell’articolo di aprile, scritto in collaborazione con Luca Elettrico, abbiamo ripercorso le tappe fondamentali della storia dell’albinismo, per quello che le fonti dal passato più remoto (scarsissime) ci permettono di fare e abbiamo accennato ai miti sull’origine di questa condizione genetica secondo i popoli antichi.
La conosci la leggenda di Azzurrina? Pare che Azzurrina fosse una bambina albina vissuta in Romagna nel 1300 e scomparsa nel nulla il 21 giugno 1375. Il racconto, mai confermato da documenti o fonti di valenza storica, è stato tramandato di generazione in generazione ed ogni volta arricchito di nuovi dettagli fantastici, eppure a me, suona così familiare.
Quando non si conosce una situazione o, nel caso dell’albinismo, una condizione genetica, si tende a lavorare di fantasia, nessuna dote umana più nobile di questa per quanto mi riguarda, finché non fa danni o allontana dalla realtà. In questo caso, viva la Scienza, quella vera che ci fornisce spiegazioni semplici e chiare.
Albinismo e misteri: il mito di Azzurrina
Il vero nome di Azzurrina era Guendalina, ma fu soprannominata così a causa del colore dei suoi capelli, bianchi di natura, ma con riflessi azzurri a causa delle tinte applicatele dalla madre, per nascondere l’albinismo.
Questo accade ancora, negli anni 70 e 80 in provincia di Caltanissetta una mamma tingeva i capelli di ben tre dei suoi figli albini e ne abbiamo testimonianza diretta. Sicuramente accade ancora in molte zone del mondo, anche remote, e accade qui, in Occidente che a qualche albino non piacciano i propri capelli. Accadeva a me, che mi dicessero “Quando sarai grande potrai tingerti i capelli”, senza che io avessi manifestato interesse nel farlo. Quindi non stiamo parlando di qualcosa di così remoto e trascendentale.
Albinismo e la leggenda del “tradimento”
Nella leggenda si fa inoltre riferimento ad un probabile tradimento da parte della madre di Azzurrina, nei confronti del padre Uguccione della Faggiola, feudatario del castello di Montebello, e al quale era stata unita in sposa per volere dal papato. Ecco perché la bambina aveva i capelli così chiari, non era totalmente italiana, probabilmente aveva ereditato qualcosa dei colori dell’amante di Costanza Malatesta, di origini nordiche o francesi.
Ma alzi la mano chi, tra i genitori di albini, non si sia sentito, almeno una volta dire “Ma di chi è figlio? Suo marito/moglie è straniero? Avete origini nordiche? Voi siete scuri, come può essere nato/a così chiaro/a?” insinuando in effetti un possibile adulterio ed entrando in maniera prepotente nelle faccende familiari altrui.
Anche qui, non siamo così lontani dalla realtà.
Albinismo e poteri soprannaturali
Ed infine, due parole sulla narrata intelligenza di Azzurrina: faccio appello a tutti i genitori di bambini albini, ma anche agli insegnanti, e ai conoscenti (così non mi dite che “ogni scarrafone è bello a mamma sua”). L’ho già detto, non c’è nessuna tesi scientifica che lo attesti e probabilmente mai ci sarà, solo dati empirici e sesto senso, ma gli albini sono realmente persone estremamente intelligenti, con tante risorse e talenti, oltre che spiccatamente vivaci e dinamici, così come viene descritta Azzurrina, che faceva cose molto avanti per la sua età, da renderla quasi un essere sovrumano.
Conclusioni
Certamente la leggenda di Azzurrina ha un’ottima presa sul pubblico appassionato di misteri e offre un boost al turismo locale romagnolo, ma ha anche la funzione sociale di mantenere viva l’attenzione sul tema dell’albinismo, seppur partendo da concetti fantastici, con la speranza di riportare il focus sulla realtà dei fatti, oggi nel 2026, sulle esigenze delle persone albine, e su nuovi auspicati obiettivi, come quello di ottenere delle procedure nazionali standard e semplici, condivise e uguali per tutti, da nord a sud, per l’erogazione del pacchetto preventivo “filtri solari+intregratori per la pelle” quali dispositivi salva vita.
Stessa cosa per i trasporti pubblici, in quanto ad oggi, non in tutte le regioni sono gratuiti per le persone ipovedenti e l’istituzione di buoni taxi, indispensabili per chi è impossibilitato ad avere la patente ed un’autonomia, sarebbe uno strumento di inclusione per gli spostamenti, soprattutto in caso di sciopero dei mezzi, ritardi dei mezzi, assenza di mezzi durante la notte, emergenze ecc.
Insomma, ben venga che si parli di una misteriosa bambina e del suo fantasma, a patto che serva a evidenziare esigenze concrete, ad aprire un dialogo con le istituzioni e si arrivi a capire realmente che le persone albine non sono nè angeli e nè fate, ma esseri umani che ancora oggi hanno necessità specifuche.
Dal prossimo mese seguire il canale Youtube di Nero su Biancosarà ancora più pindarico, nasce infatti STORIE SENZA MELANINA, il primo podcast di Nero su Bianco!
