bambina albina che gioca

Albinismo e bullismo fanno sempre rima?

Solo perché le parole albinismo e bullismo fanno rima dal punto di vista fonetico non significa che debbano fare rima nella vita di tutti i giorni.
Una delle domande che affligge molti genitori e che spesso si vergognano a pronunciare ad alta voce è: mio figlio quindi sarà oggetto di scherno a scuola e nella vita sociale?

Io non ho la sfera di cristallo per cui posso dire solo che non c’è una risposta esatta, posso solo dire che ci sono alte probabilità che riceva qualche battutina infelice e qualche sguardo insistente di troppo, soprattutto negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.

A dire la verità oggi per essere bullizzati basta davvero poco. Non  c’è bisogno di essere albini e a volte non c’è nemmeno bisogno di avere qualche difetto fisico o qualcosa nell’aspetto che faccia trasparire una diversità accentuata.
A volte è sufficiente essere un po’ più timidi della maggior parte o addirittura più educati. È sufficiente non seguire la massa o non avere vestiti firmati. Insomma non pensate che il bullismo sia solo appannaggio di una diversità fisica.

La battute più frequenti che può ricevere un albino

Tutti stilano le FAQ, io stilo le FMJ (frequently made jokes).
Ho deciso di stilare un decalogo perché i molestatori non sono così dotati di fantasia e inventiva da cambiare musica di generazione in generazione, per cui le battute sono sempre le stesse, degli evergreen insomma:

1. Hai i capelli bianchi/Come mai hai i capelli bianchi?
2. Ma sei già vecchio/a?
3. Sembri un fantasma
4. Mozzarella
5. Vicino a te sembro abbronzato/scuro
6. Un mio amico è davvero bianco poverino…
7. Tu non puoi tingere i capelli vero? / Perchè non tingi i capelli?
8. Sei straniero?
9. Non vai mai al mare vero?/Vai un po’ al mare
10. Per fortuna io sono scuro/a, divento subito nero/a

Albinismo e bullismo: come difendersi  e come risponderei oggi

Hai i capelli bianchi/Come mai hai i capelli bianchi?
La piccola Roberta avrebbe probabilmente risposto a bassa voce:” Non è vero, non sono bianchi” .
Oggi risponderei: Si chiama albinismo ed è una condizione rara, così rara che capita a pochissime persone ma a me è capitata, ho solo pelle, occhi e capelli più chiari degli altri.

Ma sei già vecchio/a?
Probabilmente sono molto più giovane di te, qualsiasi età tu abbia.

Sembri un fantasma
Quindi tu con chi stai parlando scusa?

Mozzarella
Guarda, tutte le cose bianche che mi vengono in mente sono o belle o buone, non si può dire la stessa cosa delle cose marroni invece.

Vicino a te sembro scuro/a e avvicinano il braccia per il confronto
Beh, anche io vicino a te sembro intelligente ma ti assicuro che non lo sono.

Un mio amico è davvero bianco, poverino…
Questa è solo una delle mille frasi che la gente stupida utilizza per diversi scopi tra cui metterti alla prova, metterti in imbarazzo e metterti l’etichetta dello sfigato perchè evidentemente lo fa sentire meglio (immagina quanto piena debba essere la loro vita).

Fanno finta di parlare di terzi ma invece vogliono parlare di te, proprio di te, che sei lì davanti ma non puoi rispondere perchè in realtà si sta parlando di altri. Quindi tu non ti puoi difendere, al massimo puoi difendere quella persona di cui parlano ma che tu non conosci.
Io arrossivo tremendamente e come un peperone, non solo di vergogna ma anche di rabbia, volevo scomparire e non essere presente a quella conversazione idiota.
Se mi capitasse oggi, oltre a non prenderla sul personale e a non avere attaccamento emotivo, risponderei in modo da distrarre completamente la persona, non cambiando argomento, ma in modo da spiazzarla e ribaltare la situazione. Ad esempio, presumendo che questo amico ipotetico di cui si parla probabilmente non esista nemmeno, direi” Ah, davvero, mi fai vedere una foto, vorrei vedere se è così bianco come dici!”

Non cercherei assolutamente di difendermi perchè è quello che vogliono loro, ad esempio non risponderei al “Poverino” ma piuttosto in maniera disinvolta chiederei dettagli su questa persona tipo: “Dove l’hai conosciuto, siete amici da tanto?“ecc.

Un altro motivo per cui fanno queste affermazioni è perchè vogliono farti parlare, estrarti qualche informazione, vogliono sapere cose da te senza chiedertelo esplicitamente per cui secondo me tu non sei obbligato a rispondere finchè non ti fanno la domanda esplicita. Se vogliono sapere qualcosa che te lo cbiedano apertamente e senza giri di parole.

Non puoi tingere i capelli, vero?/Ma perchè non tingi i capelli?
Qui abbiamo tutto ed il contrario di tutto. Oggi ribalterei la domanda:” Perchè dovrei tingere i capelli? Certo che posso tingerli, conosco un sacco di donne, ragazze e ragazzi che li tingono, ma a me piacciono così, nel caso lo facessi comunque tu sarai sicuramente il primo/a a saperlo, davvero!

Sei straniero?
Qui si può giocare in tutte le direzioni, come in realtà in tutte le occasioni, si può rispondere:”Si, No, Forse, Yes, I don’t understand, what?” a seconda delle circostanze, ne escono fuori sempre delle scenette divertenti.

 

riccio albino

 

Non vai mai al mare vero?
In alcuni casi risponderei:” No, in realtà neanche in montagna ed in città, la verità è che rimango chiusa in casa tutto il giorno, ma faccio attenzione a non passare davanti alle finestre perchè c’è troppa luce, per cui la cantina rimane davvero il posto migliore per me per vivere, anzi è proprio un caso che tu mi veda qui, corro subito a cxasa”.
Ovviamente ci sono risposte molto più diplomatiche ma se hai  15 anni e a chiedertelo è un tuo coetaneo impiccione e arrogante che ti prende sempre di mira direi che questa è perfetta.

Per fortuna io sono scuro/a 
Questa è difficile, mi mette un po’ in difficoltà trovare una risposta che sia simpatica ed esaustiva allo stesso tempo. Vi giuro che mi impegnerò a cercarne una ma nel frattempo direi che a questa si può anche non rispondere, anzi, a tutte si può non rispondere, questo dipende dal tuo stato d’animo del momento, dal tuo carattere, da chi e da come ti sono state fatte queste battute.

Il Bullismo silente

Quelle che ho elencato sopra sono frasi che di solito dicono persone che nonostante tutto alla fine ti mettono nelle condizioni di poterti difendere se lo vuoi, e le loro sono comunque delle esternazioni coraggiose. Il vero bullismo invece è quello che non vedi. In pratica secondo me i bulli più bulli non sono quelli che ti insultano, ti affibbiano nomignoli perchè da loro ti puoi difendere, gli puoi rispondere, puoi andare dalla maestra e dirle” Tizio mi ha detto questo”, poi sarà la maestra a decidere cosa fare e in ogni caso la conversazione avviene comunque faccia a faccia.
Quelli che invece ti escludono, non ti parlano, fanno finta che tu non esista, è davvero difficie gestirli, e quel silenzio assordante può fare davvero male. È come un insulto ma senza possibilità di replica, è come un’offesa ma senza prove. È molto più probabile che un ragazzino o bambino albino torni a casa raccontando che quello o quell’altro gli hanno detto questo e quest’altro piuttosto che di quell’esclusione, quell’isolamento da giochi o inviti, da chiacchierate ecc. Di questi è più difficile parlare, è facile parlare male di una persona che ti ha palesemente insultato e si è comportato da bullo, molto meno facile è parlare male di una persona che in fondo si mostra sempre neutra e tranquilla, non insulta nessuno ed è amata da tutti, magari brava a scuola e di buona famiglia. Può capitare però che quella persona ti escluda, non ti rivolga la parola e non ti prenda minimamente in considerazione.

Ecco in questo caso l’unica cosa da fare è quella di constatare che quella persona, per quanto pacata, educata e buona possa sembrare al resto del mondo, ha sicuramente un disagio perchè non ci sarebbe nessun valido motivo per non parlarti e considerarti. Quel disagio si manifesterà prima o poi nella vita di questa persona. Ma tu piuttosto pensa invece a non far diventare il suo disagio un tuo disagio.

Il ruolo della famiglia e degli educatori

Inutile dire che la famiglia e gli insegnanti giocano un ruolo fondamentale in questo senso perchè sappiamo bene perche un bambino non ha gli strumenti da solo per interpretare i messaggi di ciò che gli viene detto, per un ragazzino un insulto è un insulto, un’umiliazione subita è un’umiliazione subita, quindi a poco serve dire cosa avrei risposto oggi perchè oggi sono una persona adulta e consapevole, ieri ero una bambina e ragazzina in cerca di conferme dal mondo.
In questi casi gli psicologi dell’età evolutiva ma anche i neuropsicologi possono essere di grande aiuto, ma solo se sono davvero in grado di comprendere il vissuto personale del bambino, ma prima di tutto sono i genitori ad avere in mano il potere e la responsabilità di aiutare il figlio a costruire una struttura di sè solida che non venga spostata nè da una folata di vento nè da una tempesta.

Ascolto, comprensione, tempo, esperienza, cultura e capacità di leggere i messaggi ricevuti penso che siano tra le migliori risorse da mettere in campo in questo caso.

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