ragazza albina con cappello

No ma, l’hai visto il mio naso?

Quando guardo le foto di me bambina mi sale su una certa tenerezza, quella facciotta tonda e vivace mi connette immediatamente con la mia natura, anche lei, tonda e vivace. In mezzo alla facciotta sbuca sempre quel marchio di fabbrica che fa capire che no, non sono stata adottata, il naso, largo, larghissimo, IMMENSO.

Anche oggi è così, un po’ meno schiacciato ma pur sempre particolare, distintivo direi.
Beh, è incredibile come nessuno (a parte una mia zia fissata con la fisiognomica) avesse mai notato questa mia caratteristica. Notavano soltanto i capelli, capelli bianchi, capelli biondissimi. Io avevo solo i capelli strani, eppure anche il naso non scherzava eh.

Con questo voglio dire che tutto diventa sempre relativo, probabilmente se avessi avuto i capelli castani o biondi e la pelle con melanina e non avessi avuto il nistagmo agli occhi, il mio naso non sarebbe passato inosservato e invece sono stata dotata di qualcosa che attrae ancor di più l’attenzione.

L’albinismo è quella cosa che impedisce agli altri di vedere il resto, è una barriera, uno STOP, la gente volente o nolente è costretta a fermarsi, ad osservare questa cosa, e tu, albino, per quanto voglia non puoi nasconderla, vorresti spiegare che oltre ad essere albino, sei una persona ironica, che ami la musica e canti tutto il giorno, vorresti dire che preferisci il dolce al salato, parlare del tuo stile di abbigliamento, chiedere all’altro dove è stato in vacanza, vorresti anche potergli far vedere che hai un naso largo, ma niente, non lo vedono. L’albinsimo arriva prima, prima di tutto.

Non è un complesso per me il mio naso, forse ho avuto un breve periodo della mia post adolescenza in cui avrei voluto un naso diverso ma oggi mi rappresenta a pieno e lo trovo anche simpatico e assolutamente “mio”, così come mi rappresentano gli occhi, i capelli e la pelle. Non potrei oggi immaginarmi diversa da così.

Questo articolo non è una critica né al mio naso né all’albinismo ma una esortazione per tutti gli adulti che hanno a che fare con un piccolo albino che dipende dalla loro educazione e protezione, siano essi genitori, insegnati, maestri, educatori, medici ecc.

La nostra caratteristica non deve diventare il tutto. Noi siamo Roberta, Giorgio, Marco, Liliana, Matilde, Alessia, Emanuele, Nicole ecc ognuno con le propria natura sia fisica che caratteriale.
Non permettete che i vostri piccoli si vedano e si identifichino solo con l’albinismo e basta. Questo può avvenire in maniera inconsapevole e poco manifesta quando sono pervasi da un ambiente poco creativo che li inquadra solo tra visite mediche, percorsi personalizzati, ansia, diffidenza e iperprotezione. Leggevo su fonti attendibili di psicologia che anche l’iperprotezione può essere interpretata dal bambino come rifiuto, benché si propone di essere esattamente l’opposto.

No, ma, l’hai visto il mio naso?

È solo una battuta, una frase con cui avrei potuto ribattere a chi mi prendeva in giro per i “capelli bianchi” o per “gli occhiali spessi”. Cioè, se mi vuoi prendere in giro, se vuoi sottolineare le mie differenze, allora fallo bene, non trascurarne nessuna, apri gli occhi e guardale tutte.

“No ma il tuo naso è normale”, questo è ciò che mi risponderebbero ancora oggi i disturbatori incalliti.
E invece no, ti sbagli, caro disturbatore, non stai guardando bene, perché il mio naso non è “normale”, non è comune, è particolare, inusuale anche lui!
E se guardi ancora meglio e aguzzi gli occhi vedrai che ho tante altre sfumature anche evidenti che non sono “normali”, ho le gambe molto più lunghe del busto ad esempio, ho le spalle curve e poi ho una natura che spesso agisce al contrario del senso comune.

Eppure non te ne accorgi perché vedi solo quello che vuoi vedere.

P.S. appositamente non ti faccio vedere il profilo del mio naso 🙂 Ma ci saranno altre occasioni, non temere!!

 

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